Ho già scritto di questo argomento qualche tempo fa … Delicato, interessante, affascinante, il tema dei personaggi desta in me sempre la voglia di parlarne.

Perchè?

Perchè si potrebbe parlarne per giorni e giorni. E proprio oggi mi sono intrattenuta a farlo con un’amica, una delle mie lettrici per obbligo, un’amica vera, che uso (perdonami Chicca) per ricevere critiche sui miei racconti.

Proprio oggi parlando con lei, le raccontavo come nascono i miei personaggi, che in effetti non nascono. Sono già nati quando li incontro, li conosco per la prima volta, ci presentiamo e poi percorrono con me una parte del loro cammino.

Sì, è vero, seguo la tecnica, disegno il loro profilo, le caratteristiche fisiche e caratteriali, i pregi, i difetti, cosa fanno, dove vivono, chi sono, ecc. ecc. Ma poi ad un certo punto del nostro cammino tortuoso, capisco che loro vanno dove vogliono e non dove li vorrei condurre io.

Non so spiegare, ma è così.

Io scelgo di fargli fare una cosa e dopo un pò mi accorgo che loro ne fanno un’altra. Hanno una propria capacità di intendere e di volere, e decidere cosa vogliono fare da grandi.

Come avviene la scelta del nome? Lo volete sapere davvero?

Bene, ve lo dico.

Non lo so. Nel senso che … un nome ce l’hanno ed è il loro, quando li incontro e ci presentiamo, loro si presentano con il loro nome, ci stringiamo la mano e … così è.

Il loro nome è il loro. Io non faccio altro che chiederglielo.

Allora cosa aspettiamo. Ci sono migliaia di personaggi in cerca d’autore che non chiedono altro di incontrare uno scrittore che racconti la loro storia, la loro vita, le loro emozioni, la loro gioia e la loro sofferenza. Nostro compito è quello di dare loro la mano e portarli in scena …

E allora via. Si comincia un’altra storia …

Buona notte, scrittori!