Oggi sono al settimo cielo! Non so se avete presente quella sensazione che prende quando si è felici per qualcosa, ma felici davvero.

 

Vi chiederete: cosa c’entra il titolo di questo post “Things will never be the same again” con il sottotitolo “l’ingrato mestiere dello scrittore”?

Ora ve lo spiego. E così capirete perchè sono al settimo cielo.

 

Qualche tempo fa scrissi un racconto e lo spedii per un concorso, ma non venne scelto. Poco male, pensai, non tutte le storie sono così belle da essere accettate e comunque avevo in mano un racconto “fatto” su cui poter lavorare per un’altra occasione.

Ed occasione fu!

 

Eccolo pronto il concorso adatto a cui spedire il mio racconto. A questo punto ci dovevo solo lavorare per migliorarlo. Avevo ricevuto alcuni validissimi consigli da un’amica a cui tengo molto ed avevo intenzione di seguirli come un segugio.

Mi misi a lavorare sodo. Per molte settimane, per molti giorni mi sono dedicata a revisionare, correggere, riscrivere, tagliare, incollare, lasciando perdere tutto il resto.

 

Sì, perchè (e qui c’entra il senso del sottotitolo) l'”ingrato mestiere dello scrittore” vuole tutto per sé, non dà niente agli altri e se pensi o speri che le cose vadano avanti da sole ti sbagli. Mi spiego. Se decidi che vuoi fare lo scrittore, devi scrivere e devi trovare il tempo di scrivere. La domanda a questo punto è: bastano cinque minuti al giorno o una mezz’oretta in qua e in là? Negativo! La scrittura vuole tutto: almeno un’ora al giorno (se non lo fai come primo lavoro), il tempo giusto, il luogo giusto e l’ispirazione giusta, nessun figlio, marito, cane, vicino, genitore, parente, televisione o qualsiasi altra distrazione che possa interferire con il momento della creazione artistica. Ovviamente non esistono panni da lavare, da stirare, pranzi e cene da cucinare, appartamenti da pulire o erba da tagliare.

 

La scrittura vuole tutto, altrimenti non funziona.

 

Anche io ho fatto così? Ebbene … si e no. Ho dovuto trovare il “giusto compromesso” in mezzo alla giungla di impegni che caratterizzano ogni mia giornata: lavoro, figli, marito e casa. E mi fermo qui!

 

Per tornare a noi, quindi, nel mese di giugno mi sono dedicata a dare una nuova immagine al mio racconto. Avevo lavorato con impegno, ma c’era qualcosa che non andava. Ho chiesto aiuto alla mia amica, la quale ha riletto il mio racconto e mi ha spiegato con la semplicità che la contraddistingue e che la rende così unica, qual era il problema, o meglio in nocciolo della questione. Non avevo individuato il tema del racconto!!!

 

Accidenti, è vero!! Sono rimasta fregata dal TEMA. Ecco perchè la storia era così piatta, ecco perchè nonostante tutti i miei sforzi, non ero riuscita a dare energia alla vicenda. Ecco perchè, come mi ha spiegato “la mia mentore”, non riuscivo a separare il racconto dal primo titolo che gli avevo appioppato e che non mi piaceva più.


Allora ho tratto, dai consigli che ho ricevuto, lo spunto per il tema che sentivo di voler dare alla mia storia. E ieri sera, ultimo giorno utile, ho riscritto alcune parti, cancellate altre per far sì che tutto rientrasse nel tema.


E dulcis in fundo: HO TROVATO IL NUOVO TITOLO. E’ nato così, come acqua che sgorga dalla roccia, come un sorriso spontaneo. L’ultima frase che ho scritto è diventata il titolo: “Things will never be the same again” (grazie a Federico per la consulenza linguistica!) ovviamente nella sua traduzione italiana.


Non ho riletto tutto il racconto, ho riletto solo le modifiche. Spero non ci siano mostri esagerati, ma davvero non avevo più tempo. Mi sono detta che “la fortuna aiuta gli audaci” ed io mi sentivo dentro che era così che doveva andare.

Ed è così che mi sento ora dopo averlo spedito: eccitata e felice di averlo fatto.

Incrocio le dita!!!


Grazie amica ….