La zia Daniela s’innamorò come s’innamorano sempre le donne intelligenti: come un’idiota.

Non ricordo quando e perché ho acquistato questo libro. Sono convinta che non siamo noi a scegliere i libri che leggiamo. L’incontro tra lettore e libro avviene nel preciso istante in cui questo deve accadere. Potrebbe non succedere mai. Lo dimostrano i tanti (decine e decine) libri stipati nelle librerie di casa, acquistati e mai letti. In attesa di essere considerati.

Il libro Angeles Mastretta ha attirato la mia attenzione per alcuni semplici motivi.

Prima di tutto è scritto da una donna. Secondo parla di donne.

Facile no? Una donna che scrive storie di vita femminile… Cosa c’è di più facile? È vero, è facile, ma non così scontato.

Donne dagli occhi grandi è un intreccio di vite che si susseguono capitolo dopo capitolo. Ogni bravo del romanzo è una vibrazione, uno scorcio di vita su un muro tappezzato da momenti di dolore, felicità, esistenza piena o baratro profondo.

La protagonista di ogni scorcio è una donna che porta negli occhi il riflesso dei giorni vissuti. Che urla di dolore. E che impazzisce di gioia. Sono donne forti, che piangono, ridono, scappano o ritornano. Ognuna a suo modo. Ognuna con un obiettivo. Profondamente diverse ma accomunate da un unico vero filo conduttore: vanno avanti sempre, senza voltarsi a guardare la strada percorsa.

Amano camminando a testa alta. Con un enorme peso sulle spalle. Sono stupide creature che donano se stesse a chi amano, senza chiedere o pretendere. Sono forti anime dallo sguardo intenso e pieno di passione.

Sono donne che AMANO.