Oggi abbiamo parlato di sogni. No, l’argomento era un altro, ma a me sono venuti in mente i sogni.
E Sogni è = a APRIRE UN CASSETTO.

Lo apro, quel cassetto, e scopro che dentro ho nascosto una montagna di cose che non ricordavo nemmeno fossero lì. Le sfoglio, le prendo in mano una per una e mi chiedo quando ho deciso che quella foto o quel pezzo di carta scarabocchiato dovessere diventare un OBIETTIVO.

Le parole chiave di questo post le scrivo in MAIUSCOLO.

L’università, la scuola di naturopatia, il counseling, la scrittura li ho stritolati, schiacciati. Ho chiuso a fatica il cassetto e non l’ho più aperto. Troppo dolore? Forse, ma per l’incapacità di prendere in mano la mia vita e fare il primo passo.

Ho SCELTO, questo sì, ma l’ho fatto mettendo nel portafoto l’immagine degli altri (i figli, i genitori, il lavoro…), mai la mia. Per me solo ritagli di tempo, le piccole cose alle quali non riesco a rinunciare.

L’unico PROGETTO vero al quale ho dedicato tempo e PASSIONE è la scrittura.
Più che un progetto è stato un percorso di vita. A 8 anni avevo già abbozzato il mio primo thriller.
Thriller? Ma io non saprei proprio scrivere una storia intricata, con assissino, assassinato, commissario, indagine e risoluzione del caso. Troppi dettagli, situazioni ingarbugliate da dipanare. E vogliamo parlare dei personaggi che in un giallo devono essere ancora più caratterizzati? E non bisogna scoprire troppo, né troppo poco, far capire ma senza svelare.
Dovrei disegnare una mappa concettuale enorme. Mi servirebbe un elemento sorpresa forte. E un investigatore. Meglio il tenente Colombo o l’ispettore Queen? O il commissario Montalbano?
Meglio continuare dove mi porta il cuore.

Una cosa credo di averla imparata: si deve scrivere di quello che si conosce! Però oggi aggiungo un piccolo dettaglio a questa grande saggezza. Un dettaglio che oggi mi ha ILLUMINATA.

Il talento!!!!!!

Non esageriamo con i punti esclamativi. Mai più di uno.

Il talento!

Sono 49 anni che invidio (in senso buono) chi ha talento. Ed oggi scopro che il talento non è determinante per la buona riuscita di una impresa, ma che ciò che fa la differenza è l’IMPEGNO, la MOTIVAZIONE.
Ho sempre cercato di confrontarmi con i GRANDI e ogni volta ne sono uscita mortalmente sconfitta. C’è una “t” di troppo? Meglio toglierla. Moralmente sconfitta.

Perché devo farmi del male fino a questo punto?
A cosa mi serve?

Per raggiungere un obiettivo, grande o piccolo che sia, io punto al MASSIMO. Se do un esame studio per ottenere un 30, magari con lode. Se scrivo una storia è perché voglio che sia pubblicata e raggiunga più persone possibili. Se penso ad avviare un’attività la sogno in GRANDE, la più bella, la migliore.
Non otterrò il massimo ma, puntando al gradino più elevato, prenderò di sicuro un voto molto alto.

Ed anche se non raggiungerò un traguardo che mi soddisfi avrò comunque percorso un viaggio interessante, avrò avuto modo di osservare il mondo attorno a me, godere delle carezze del sole, respirare OSSIGENO. Mi sarò meravigliata della BELLEZZA, avrò condiviso il mio TEMPO e sarò stata (spero!) una buona COMPAGNA di viaggio.

Questo post doveva avere un altro titolo ed altri contenuti.
Ma si sa! La scrittura va dove vuole e ti porta ad esplorare facce della tua anima che neanche conoscevi.
E questa notte aveva bisogno di parlare di SOGNI.
E SOGNI D’ORO siano!