Il primo tè che ho conosciuto è quello del supermercato. Le foglie sono sbriciolate e confezionate all’interno di piccoli sacchetti. In questo modo l’operazione di infusione risulta facile.

La preparazione del tè è una cerimonia. Segue tempi e ritmi ben precisi. È una celebrazione spirituale che consente di condividere momenti intensi e profondi. Sembro esperta, vero? Non fate quella faccia perplessa, in effetti non ci capisco nulla. Per il momento.

Bevo tè da sempre. Negli ultimi anni, da quando ho eliminato il caffè, ne consumo di più. Dicono che faccia bene e abbia delle proprietà eccezionali. E così, da semplice bevanda che mi piace, il tè diventa una presenza costante nelle mie giornate, a colazione, pranzo e cena. Ovviamente grazie alla ricetta della nonna.

Sono consapevole che il tè che compro non è di qualità e decido di approfondire l’argomento. Scopro che alcuni cari amici sono esperti in materia e chiedo informazioni.

Prima di tutto il tè non proviene dallo scaffale del supermercato, confezionato in sacchetti, ma da Cina, India, Giappone o Taiwan sotto forma di foglie. In alcune parti del mondo la preparazione del tè è ancora una cerimonia. Il tè va lasciato in infusione pochissimi secondi in acqua non bollente e bevuto con calma, serenità, lontani dallo stress. E sono banditi il latte, il limone e lo zucchero.

Penso che non ho capito niente e per anni ho creduto nella ricetta di mia nonna.
Continuerò a infondere il tè con aggiunta di limone e qualche cucchiaino di miele o mi convertirò alla giusta causa?
Mi appassionerò e diventerò una mandarina che armeggia con bollitori, teiere e tazzine? Diventerò un’esperta di questa antica tradizione?

Ai posteri la risposta. Il difficile sarà non poter più inzuppare i biscotti nel tè.