Come un diario…

Negli appunti salvati sul mio PC ho trovato alcuni brani scritti durante la stesura del mio romanzo. Appunti che di solito uso per cercare ispirazione e, come in questo caso, non contengono anticipazioni e non li ho usati nel manoscritto.
Mi piace condividerli e, se vi piacciono, sono vostri.

“Francesco è entrato nella mia vita come un leggero vento estivo. Per un istante ha cancellato l’afa insopportabile e il caldo appiccicoso. È entrato con passo leggero, occupandosi di me come di una figlia, senza fare domande o pretendere nulla. Non chiede più di quello che gli posso dare mentre in pochi mesi è stato capace di darmi tutto quello che era in suo potere: comprensione, presenza, affetto.

Non sarò mai abbastanza grata alla vita di averlo fatto girare al mio incrocio, a volte penso che se non avessi avuto lui non sarei mai uscita dalla gabbia di dolore in cui ero chiusa.

Francesco ha semplicemente capito di cosa avevo bisogno e me l’ha offerto. Se guardo oltre l’orizzonte dei suoi occhi, vedo anche altro, ma per il momento quello che mi dà mi basta.

Trascorriamo intere giornate assieme, lui mi viene a prendere, mi porta al mare, passeggiamo per ore, parlando di lavoro, raccontandoci di noi, pranziamo assieme, andiamo a prendere Andrea a scuola e qualche volta si ferma a cena da me. Quando ci salutiamo, e lui se ne va, rimane sempre un vuoto freddo, come una cavità nella roccia, da cui passano vento gelido e acqua ghiacciata.

Eppure lui non mi chiede nulla. Sento che dovrei dire qualcosa, spiegare, dimostrargli gratitudine. A volte ci provo, comincio un discorso, dicendogli che sono felice che lui ci sia, che gli sono grata, che…, ma lui mi blocca con un dito sulle labbra e mi dice che lo sa che cosa provo e che non c’è bisogno di aggiungere o spiegare nulla. Mi dice che le cose andranno secondo un disegno che né io né lui siamo in grado di modificare o interpretare. Che nulla deve essere forzato secondo il nostro volere, ma che dobbiamo imparare solo ad accogliere.

Così capisco quello che c’è dietro ai suoi occhi e nel profondo del suo cuore. So che non devo fare domande, come lui non ne fa, o cercare spiegazioni. Francesco mi ha insegnato che è la vita che guida e che noi dobbiamo solo lasciarci trasportare da lei…”

 

Grazie ad Anna molte tessere di un complicato puzzle sono andate a posto. Francesco è quella parte dell’anima di cui tutti abbiamo bisogno, quella metà di ognuno di noi che a fatica, e per tutta una vita intera, cerchiamo nel mondo.

E poi un giorno capita, così per caso, che parlandone a voce alta, ad un amico o ad un’amica, tutto ciò che era oscuro e complicato diventa chiaro e logico. Che tu non sei più tu ma Anna, che quello che hai cercato e sperato di trovare nella tua anima gemella non è altro che un disegno, un sogno, un miraggio. Solo la forza di sentirti viva ti tiene in piedi, solo quella piccola lucina sempre accesa è il faro che indica il cammino. E allora scopri che quell’anima esiste, che il tuo disegno non è solo uno schizzo scomposto su un foglio di carta, che il personaggio che hai creato non è solo ciò che cerchi da una vita. Scopri che Francesco  è la somma di tutti quei pezzettini che provengono dall’anima di ognuno di voi, c’è un po’ di ognuno lì dentro, come un grande puzzle formato da tante piccole tessere ognuna delle quali porta inciso il vostro nome.

La mia anima gemella.

4 Comments

  1. Ciao, a proposito come procede? Come sta Anya?

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© 2017 Roberta Marcaccio

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