La nebbia. La nebbia in questa terra. La nebbia che d’inverno ricopre i campi che d’estate diventeranno un mare a quadretti.
Non serve a niente.
Non ti ci puoi nascondere.
Mai.

Dopo anni di corsi e lettura di manuali di scrittura, ho capito una cosa!

In scrittura non esistono regole. Non esiste uno stile. Non esiste un prontuario del giovane scrittore.

Quello che esiste è lo stile che ognuno ricerca e le regole che ogni autore fa proprie.

Sono rimasta colpita da libri che erano al di fuori da ogni canone letterario e dalla particolarità stilistica scelta dallo scrittore.

Come in Notti di nebbia in pianura, romanzo di Angelo Ricci, che ancora una volta mi ha catturata in una lettura noir per me insolita.

È una storia forte, dura. Una vicenda di vite spezzate, avvolte dalla nebbia.

Nebbia che ricopre, congela, stravolge, confonde.

Nebbia in cui si perde tutto: l’arroganza dello Sticazzi, il colore degli occhi di Svetlana, il cemento della tomba che ormai sarà tutto spaccato, la felpa di Ibrahim così calda, l’avvocato che vende opere d’arte a trecentonovantanove euro…

Le storie dei vari personaggi si snodano nella notte della Vigilia di Natale; sono vite apparentemente divise, le une dalle altre, ma allo stesso tempo accomunate dallo stesso clima e strappate alla stessa amarezza.

Lo stile di Angelo Ricci è ancora una volta unico, mi piace definirlo “uno stile al di sopra dello stile”: una scrittura in cui non esistono regole e la narrazione, anziché essere banalizzata, viene esaltata.

Vite come polvere.

Vedo la polvere che danza nel cono di luce che producono i riflettori. La polvere che adesso si stenderà piano piano su queste croste da poco prezzo e su queste povere suppellettili placate argento mille.
Vedo la polvere che si agita attorno a noi.
Che ci domina.
Che ci governa.
Che respiriamo.
Tutti i giorni.
Sempre.

SINOSSI

È la notte di un 23 dicembre, l’antivigilia di Natale, tra i paesini e le cittadine della provincia lombarda, immersi nel freddo e nella nebbia della pianura padana. Qui si intersecano le vite di un gruppo di personaggi. Un avvocato fallito tiene una televendita di oggetti d’arte fasulli nello studio di una scalcinata televisione locale. Un giovane orfano, dalla mente semplice, si aggira per casa pensando all’infanzia, alla madre morta e alla vita troppo difficile. Un gruppo di amici, arricchiti da affari poco puliti, gioca una partita a poker in un cascinale, in compagnia delle giovani e belle amanti slave che, parlando tra loro, ripercorrono l’odissea della immigrazione e dello sfruttamento. Una giovane e ingenua donna italiana, arruolata a sua insaputa dal convivente arabo in una cellula terroristica islamica, viene condotta dal carcere a un luogo misterioso mentre l’ufficiale dei carabinieri che comanda la scorta rivanga il suo passato di allievo ufficiale. Un piccolo delinquente alcolizzato, in attesa del complice nel freddo della notte, beve bottiglie di Ceres e urla la sua rabbia tra bestemmie, oscenità e deliri di onnipotenza.
Un evento tragico che lentamente prende forma unirà queste storie, questi destini che si compiranno tutti alla fine di una notte di nebbia in pianura.
Notte Di Nebbia In Pianura, già pubblicato in cartaceo dall’editore Manni, completa, assieme a L’Odore Del Riso e a Sette Sono I Re, una potente trilogia della pianura di Angelo Ricci. Uno degli autori noir più interessanti del panorama italiano.

Notte di nebbia in pianura è un romanzo scritto da Angelo Ricci e pubblicato nella collana Officina Marziani di Tombolini Editore.

Potete acquistarlo qui.