“Giulia nel paese delle meraviglie” – Backstage

Come nasce un racconto

Avevo una parola. Una sola. E partendo da quell’unico puzzle di lettere dovevo scrivere una storia.

Nascono così, di solito, i miei racconti.

Da una parola, un’idea, una sensazione, un ricordo, un sentimento, un colore, un profumo. Anche il più piccolo elemento può nascondere il germe della narrazione.

Giulia nel paese delle meraviglie prese vita, qualche anno fa, da un sostantivo; neanche sapevo cosa volesse dire. Lo ricevetti in dote dal mio professore di laboratorio e, sono sincera, in quel momento invidiai i miei colleghi: avevano tutti una parola più bella o interessante della mia. Andai a casa, sconsolata, e aprii il vocabolario, sperando che almeno il significato di quel nome potesse accendere in me la luce creativa.

Eccolo qua! Da Treccani con furore.

 ipònimo agg. e s. m. [comp. di ipo– e –onimo, sul modello di sinonimo]. – In linguistica (e più in partic. in semantica), è così definita una unità lessicale la cui estensione sia minore rispetto ad altra, della stessa classe ma di significato più generico, che la comprende: per es., cavallorosamotocicletta si dicono «iponimi» rispetto a animalefioreveicolo che sono ad essi «superordinati» (v. iperonimo).

Ora, pensate che riuscirò mai a ricordare cosa significhi iponimo senza chiederlo di nuovo al signor Treccani? E potete immaginate la mia depressione quando, nutrita della più rosea speranza, ho scoperto che il signor Treccani non mi era stato di nessun aiuto?

Ed è qui che entrano in gioco due qualità che, se lasciate libere di scorrazzare, possono rivelare idee straordinarie: la fantasia e la capa tosta (tradotto: testa dura) dell’autore.

Difficile era difficile. Tanto valeva provarci. Il significato della parola non mi era di nessun aiuto. O pensate che si possa scrivere un racconto su “una unità lessicale la cui estensione sia minore rispetto ad altra…”?

Decisamente no! Già dopo aver letto mezza definizione ero nel buio impenetrabile.

Dalla disperazione alla luce è stato sufficiente accendere la lampadina. Come un occhio di bue, il fascio luminoso è caduto sulla natura di quella parola: sostantivo maschile. Iponimo, un nome. Solo e semplicemente un nome.

Sarei stata capace di giocare con un nome sconosciuto? Cosa potevo associare alla parola nome?

Ma certoooooo!!!!!

“Nomi, cose, città”!

Il gioco della domenica sera a casa di amici. Dopo cena ci appartavamo con un foglio e una matita, tracciavamo sei righe verticali e intestavamo ogni colonna con la rispettiva categoria. L’ultima era il TOTALE, quella per il punteggio.

“Nomi, cose, città”. Un gioco bellissimo che se ci penso mi viene voglia di giocarci anche ora.

Era il passatempo delle ore buche a scuola, assieme a battaglia navale.

Che ricordi!

Ho scoperto che esiste anche un sito (nomicosecitta.net, ovviamente salvato nei preferiti) e si può giocare online, da browser o tramite app. Incredibile! I giochi della nostra infanzia sono ancora attuali, vivi, tecnologicizzati.

Da Iponimo a Ippogrifo il passo è stato breve! La lettera con cui giocano le protagoniste, Giulia e Lucia, è, per necessità imposte dal mio professore, la “I” e, quando giunge l’ora di scrivere il nome di un animale che inizia per I, Ippogrifo (durante le nostre sfide, l’animale più dichiarato era il povero istrice, qualche volta l’ippopotamo; obiettivo del gioco è quello di non scrivere la stessa parola degli altri concorrenti ed ottenere più punti) è la scelta più logica, istintiva, degna di una fan sfegatata della Rowling.

A quel punto il resto del racconto me l’hanno suggerito Giulia e Lucia, ma di questo (Sull’arte dello scrivere un racconto secondo me) parlerò in un prossimo articolo. Ai più potrebbe risultare noioso.

Il racconto Giulia nel paese delle meraviglie è nato da un dettaglio così comico da meritare un piccolo palcoscenico.

Il sì alla pubblicazione del direttore editoriale, l’attesa, l’uscita su Il Colophon, la sua bellissima immagine (opera sublime di Marta D’Asaro)… emozioni fortissime.

Ora dovete solo aprire la pagina della rivista e gustarvi la mia piccola Giulia…

Buona lettura!

Giulia nel paese delle meraviglie è online su Il Colophon, rivista letteraria di Antonio Tombolini Editore.

1 Comment

  1. L’ha ribloggato su ilperdilibrie ha commentato:
    Ribloggo con vero piacere questo articolo del dietro le quinte!

Se quello che hai letto ti è piaciuto (oppure no) fammi conoscere la tua opinione. E torna a trovarmi ancora!

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