Stefano Padovan

Ci sono recensioni particolarmente facili ed alcune dannatamente difficili.

Alcuni libri li leggi con gli occhi, altri con la testa, pochi con l’anima.

Alcune storie lasciano indifferenti mentre altre ti trascinano dentro con mani, piedi, cuore, testa.

Non padre è una storia d’amore, come tante, con desideri reciproci, passioni e una strada in comune da percorrere.

La vita che unisce e la musica che, in qualche modo, divide.

Amo in modo molto particolare i libri che hanno in sottofondo la musica. Parole intrecciate alle note, come anime gemelle; le une non vivono senza le altre. Le canzoni non esistono senza le parole e d’altra parte i romanzi sottintendono alla musicalità della lingua, delle frasi.

Una delle tante cose che il mio maestro mi ha insegnato è che la prosa è musica. La lettura effettuata a voce alta, o anche solo sussurrando, è un potente strumento di editing. Smaschera errori. Scopre le ripetizioni. Cattura i sentimenti. Svela la melodia delle parole.

 

“… non fare in modo che ciò che hai detto accada, non permettere al tuo cuore di chiudersi, per non soffrire. Non controllare i tuoi sentimenti, lasciati ancora trasportare dalle sensazioni…”

 

Non padre è un libro denso di sentimento, passione, dolore.
Non esiste il sentimento senza sofferenza.
Difficile credere che una cosa bella possa portare con sé tanto struggimento.
Leggere il dolore è viverlo. Percepirlo attraverso la musica è esserne travolti.
Ho letto Non padre con curiosità, è stato un dono inaspettato e molto gradito.
L’ho assorbito piano ma quelle parole e quella musica mi hanno spazzata via come un fiume in piena che spezza gli argini.
Un fiume che trascina.
In un viaggio intenso.
Un libro che parla all’anima.

 

Non padre è il primo romanzo di Stefano Padovan ed è edito da Il Geko edizioni.