Giallo Antico (Come si scrive un poliziesco storico)

di Danila Comastri Montanari.

Il giallo è stato da sempre il mio genere preferito. Dopo avere abbandonato le letture per ragazzi sono passata ai romanzi d’indagine. Non ricordo come sia nata questa passione; ho ancora davanti agli occhi lo sguardo furbesco di Jim Hutton che domanda agli spettatori: «E voi, avete capito chi è l’assassino?»

Li divoravo, uno dietro l’altro. E sì, Ellery Queen è sempre stato il mio autore preferito. Senza nulla togliere alla dama del crimine, Agatha Christie, o ad altri giallisti di grido.

Nel periodo in cui mi avvicinai alla scrittura avevo abbandonato i gialli; all’epoca preferivo immergermi in letture che potrei definire alternative: letteratura introspettiva, psicologia femminile, teoria della comunicazione, arte del counseling, naturopatia.

Con queste premesse non potevo certo scrivere un giallo. E non mi venne nemmeno in mente.

Giallo Antico guida l’aspirante scrittore durante le fasi delicate della ricerca, della preparazione, della definizione dei personaggi, della trama e poi via via fino alla stesura, le revisioni e la pubblicazione.

È un manuale di scrittura in piena regola. Chiaro, organizzato, con contributi concreti ed esempi pratici.

Contiene una bibliografia completa di gialli storici di tutti i tempi e di tutte le ere; discreti ma consistenti consigli di lettura. Raccoglie segreti, trucchi, modi semplici e diretti per trovare informazioni riguardanti il passato, scegliere i nomi dei personaggi che si adattino all’epoca in cui abbiamo scelto di farli vivere, definire i luoghi in cui si snoda la vicenda, rintracciare quei dati necessari ad ambientare la narrazione nel periodo giusto e con gli elementi giusti. Consiglia lo scrittore su come svolgere le ricerche, dove ficcare il naso per reperire la documentazione necessaria, quanto ci possano aiutare le arti figurative (i quadri, gli affreschi, le sculture), quali fonti utilizzare (biblioteche, web, guide archeologiche, mappe e carte geografiche storiche), quanto siano importanti la letteratura e le descrizioni che i classici facevano dei sentimenti, degli usi, delle abitudini, dei locali in cui vivevano, delle pietanze che cucinavano.

Fra tutti i consigli, a mio avviso, il più importante è il sopralluogo; ficcare il naso nei posti in cui si sceglie di ambientare la nostra storia, nelle pietre, lungo i vicoli, in mezzo alle case, muovere i passi laddove li poseranno i nostri personaggi, respirarne l’aria, valutare gli aspetti fisici del paesaggio, i colori, i suoni, gli odori. Un potenziatore di idee.

“…l’esplorazione va fatta arditamente, – scrive Danila Comastri Montanaricon piglio spensierato e ludico, in modo da immergersi a fondo nell’atmosfera del luogo del delitto e assorbirla per tutto il tempo necessario.”

La seconda parte del libro riguarda la costruzione di un giallo: le regole da seguire o da violare, la definizione della trama, la caratterizzazione e la scelta dei personaggi, il movente, quando fare morire la vittima, la scaletta, la persona narrativa da utilizzare e i tempi verbali. L’ultima parte riguarda la scrittura vera e propria con alcuni trucchi e suggerimenti utili agli aspiranti e non.

In appendice tre racconti giallo-storici brevi, coinvolgenti e stuzzicanti.

Bene, a questo punto, non resta che provare a seguire i consigli della Comastri Montanari che, pur essendo diretti alla costruzione di un giallo storico, si adattano molto bene anche ad altri generi letterari. E chissà cosa ne verrà fuori.

Al lavoro!

 

 

 

 

2 Comments

  1. …indizi indizi… dovevo capire

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