Dal letame nascono i fior

 

Primo articolo sull’arte della scrittura a firma di Roberta Marcaccio.
Gli articoli raccolti all’interno della categoria Lezioni di scrittura, non vogliono essere vere e proprie lezioni. Non ho la presunzione di poter insegnare a scrivere perché devo ancora imparare a farlo io. Questi articoli sono la cementificazione di un percorso di apprendimento iniziato anni fa (e non ancora concluso) in condivisione con chi avrà voglia di leggerli e raccogliere i suggerimenti e i consigli che ho ricevuto e di cui ho fatto tesoro. C’è anche la mia esperienza, in questi post, ci sono i miei errori e i passi fatti fin qui. Saranno semplici messaggi scritti su una nuvola che chiunque potrà leggere e fare propri. Se avete voglia di seguirmi, partiamo. Se queste lezioni vi annoiano, vi aspetto al prossimo racconto.

Le idee nascono dalla vita. Da una parola, un principio morale, un’immagine, una notizia di giornale, una frase, una canzone. Le storie che ho scritto non hanno avuto tutte le stessa genesi; ognuna è stata concepita in modo diverso.

Alcune crescono in modo spontaneo, solo e semplicemente perché devono.

Altre hanno bisogno di una spintarella. Necessitano di lavoro, concentrazione, progettualità.

Altre, infine, è la vita stessa che le regala e non occorre fare altro che renderle irriconoscibili (storie vere che l’autore nasconde nella trama della narrazione).

Procediamo con ordine.

Non funziona che l’autore una bella mattina si sveglia e, illuminato dal Dio Apollo, si ritrova in testa la storia più bella del mondo servita su un piatto d’argento e pronta per essere scritta. No, non funziona così.

Scrivere è una gran faticaccia a partire dall’atto del concepimento: avere qualcosa da raccontare, trovare le idee per un romanzo che abbia senso scrivere e che qualcuno vorrà leggere.

In questo la vita ci viene in aiuto.

La mia convinzione, del tutto personale, è che le storie che un autore scrive contengano sempre una parte autobiografica. Certo, non la vita stessa, ma ciò che essa racchiude. Lo scrittore immagazzina informazioni in un grande deposito, lo riempie con immagini, sentimenti, volti, frasi, gesti, parole, canzoni, tante piccole tessere di un puzzle immenso che rappresenta il quadro della sua vita. Un’esistenza spezzettata in tanti piccoli frammenti irregolari e conservati con rispetto e riconoscenza, perché da ognuno di quei ritagli può nascere una storia.

Alcuni dei miei racconti sono nati così, da fatti realmente accaduti e poi rielaborati, lavorati, plasmati, impastati fino ad ottenere un prodotto editoriale finito.

Molti dei miei personaggi sono ispirati ai milioni di personaggi che mi ruotano attorno; quando viaggio, cammino, faccio spesa, parlo al telefono, io li osservo e ascolto e nei loro tratti caratteristici scovo elementi essenziali per delineare le figure che animeranno le mie pagine.

Non va mai raccontata la realtà, ma è dalla realtà che può nascere una storia.

La vita non è l’unico dispensatore di idee creative; se essa è avara possiamo attingere altrove: giornali, riviste, notizie di cronaca, luoghi, racconti, blog e ovviamente da ciò che altri hanno scritto.

Attenzione! Scrivere non è copiare. Scrivere non significa rifare la stessa cosa che ha fatto un altro.

La lettura di un racconto o di un libro possono fare scaturire l’idea giusta per una storia che vale. Un articolo di cronaca oppure il post di un blog possono essere così appetibili ed emozionanti da stimolare il nostro tarlo creativo che non si doma fino a quando il nostro racconto o romanzo non è diventato merce da distribuire.

Da cosa nasce cosa, si dice! L’importante è non emulare, ma raccogliere idee e suggerimenti da fare propri, rielaborare e usare per una nuova storia.

Se dalla vita non arrivano idee, si possono adottare alcune tecniche che stimolino la fantasia.

  • Fare attenzione a tutto ciò che ci colpisce

Mentre leggiamo, guardiamo la TV, parliamo al telefono con un’amica o un cliente. Tutto ciò che suscita emozioni e reazioni fisiche importanti può racchiudere un’idea, quello che emoziona lo scrittore, emozionerà sicuramente anche il lettore. Uno dei miei romanzi, di prossima pubblicazione, è nato dalla telefonata con la mia migliore amica, due donne, una mora e una rossa… Non aggiungo altro!

  • Chiedere ad un amico (del cuore) un elenco di parole

Solo un amico ci può capire, altri ci prenderebbero per pazzi! Dopo anni di lavoro e impegno, un bel giorno ho capito che da una semplice parola può nascere una storia bellissima. In questo modo sono nati un romanzo e alcuni miei racconti e, quando sono a corto di idee creative, questa è la tecnica che uso di più, chiedo in prestito una parola che diventa fondamenta e, di conseguenza, storia.

  • Camminare in città, al mare, al parco, lungo un fiume, con la mente aperta e lasciando la fantasia libera di scorrere

Dai sassi, dalle pietre, dalla sabbia, dalla natura, da ogni cosa è possibile ricavare materiale narrativo; ascoltare il vento, osservare il sole, fotografare manifesti, appuntare nomi di strade, molto spesso è il mix di più elementi raccolti via via nella vita e mescolati fra di loro. L’idea per una mia storia (che ancora devo scrivere) è nata passeggiando in mezzo alle case di una via del centro; mentre camminavo mi figuravo le persone, le case, i negozi, ciò che accadeva: quando sono tornata a casa ho disegnato la piantina della via, avevo già tutta l’idea sviluppata in testa

  • Usare il potere delle parole

Quando una non basta, prendi un foglio e riempilo, di getto, di tutti i sostantivi e aggettivi che ti vengono in mente, a partire da una parola centrale (un sentimento, un’ideologia, un concetto). Riempi il foglio e poi stai a vedere cosa succede; se quella è la storia giusta, le parole prenderanno vita e si trasformeranno in trama, scaletta e personaggi.

 

Colui che desidera avvicinarsi alla scrittura dovrebbe ascoltare i consigli, sperimentare tutte le tecniche e poi trovare la propria, quella che gli è congeniale e che userà ogni volta che le idee avvizziranno.

Una fase fondamentale è la raccolta del materiale utile a sviluppare le idee. Non mi riferisco ancora alla ricerca delle informazioni per riempire di contenuti il racconto o definire la trama. Siamo ancora al concepimento. Quando lo spermatozoo sta per incontrare l’ovulo. Mi riferisco al materiale che serve per evocare una storia: associazioni di parole, immagini, elementi… il DNA del feto. Quello che poi darà vita alla creatura. In questa fase non bisogna avere fretta; l’unico diktat è ascoltare, osservare. L’autore sa quando una storia è buona per essere scritta. Raccoglie tutto ciò che pensa possa servirgli e che magari poi scarterà. Prende nota di tutto ciò che può essere utile e si prepara a cestinarlo appena si renderà conto che non è economico alla storia.

E infine lascia decantare. Chiude il quaderno con gli appunti per qualche giorno e poi lo riapre.

Se la voglia di scrivere diventerà dirompente, saprà che quella è la storia giusta.

 

Nota finale: Nella scrittura esistono un lato romantico e uno pratico: quello romantico è avere una storia da raccontare; quello pratico è scrivere un libro che possa essere pubblicato, letto e criticato. Per questo motivo in questi articoli potreste trovare termini commerciali, come ad esempio: merce, prodotto, distribuzione, vendita, ecc.

Una curiosità: perché il titolo “Dai diamanti non nasce niente”. I miei titoli nascono solitamente da associazioni di idee, da collegamenti fra le parole, dal loro significato che, in questo caso, è racchiuso dentro il verbo nascere. Il vero titolo avrebbe dovuto essere: Come nasce una storia, dove e come trovare le idee per un romanzo. Una piccola parola ha evocato la bellissima frase di Fabrizio De Andrè, uno dei miei autori preferiti. Via del campo è nata dall’idea di ciò che quella strada ha raccontato a lui, con il suo passato e la vita che in quella via si viveva. I sassi della sua Genova hanno ispirato una storia che è diventata una delle canzoni, a mio avviso, più belle e significative di tutti i tempi.