Scrivere è una responsabilità.

Seconda lezione di scrittura.

 

Esiste una regola, una sola, a mio avviso, che deve essere rispettata. Se non altro per rispetto – adoro i giochi di parole – nei confronti di chi legge e crede in ciò che legge.

Il lettore non è uno sprovveduto. Io per prima mi ritrovo a storcere il naso davanti a pagine in cui succedono cose che non rispettano la realtà (fantasy e horror esclusi).

Il lettore, quando si accosta ad un libro, vuole immedesimarsi, entrare nel racconto, vivere la vita dei personaggi a cui spesso si affeziona… insomma vuole una storia credibile. L’autore stesso deve essere credibile e per fare questo deve scrivere di ciò che sa.

Non può inventare.

Deve costruire, plasmare, edificare.

Una casa è costruita da un muratore. Un progetto è realizzato da un ingegnere. Il pane è fatto dal fornaio.

Una storia è scritta da uno scrittore che conosce tutto ciò di cui sta scrivendo, l’argomento, i fatti, i luoghi…

Ed è vietato barare.

Mi vengono in mente due esempi su tanti: Camilleri che ambienta le vicende di Montalbano nella sua Sicilia e Grisham che scrive gialli giudiziari ispirati alla sua carriera di avvocato.

Alcuni trucchi e suggerimenti per riuscire ad essere credibili o, per lo meno, evitare di scivolare sulla buccia di banana:

  1. Scrivere davvero di ciò che si sa

Ho provato a cimentarmi in storie con elementi al di fuori della mia portata ed ho sbattuto la testa fino a quando non ho capito che senza conoscenza non sarei andata da nessuna parte. Il sapere, il conoscere tutto, ma proprio tutto, consente di evitare passi falsi. La conoscenza ci aiuta a chiudere i buchi, ad arricchire la storia dei giusti dettagli, ad usare le informazioni necessarie e solo quelle. Di ciò che l’autore sa non tutto deve essere usato per la narrazione; troppe nozioni appesantirebbero la lettura ed annoierebbero il lettore.

  1. Leggere e studiare

L’alternativa alla conoscenza è lo studio. Se l’autore decide di parlare di un argomento a lui sconosciuto, deve approfondirne le tematiche, leggere testi, fare ricerche. La scrittura vera e propria di un romanzo è la parte minima di tutto il lavoro che c’è dietro. La scrittura vera e propria è l’ultima parte di un lungo lavoro di preparazione che può durare anche anni.

Affrontare temi sconosciuti è pericoloso, il rischio è quello di scrivere inesattezze che il lettore non ci perdonerebbe.

Lo studio accurato e dettagliato della materia è quindi una fase essenziale.

  1. Intervistare

Intervistare velocizza il recupero delle informazioni. Il colloquio con esperti, ricercatori e studiosi consente di affinare ancora di più le informazioni che l’autore ha recuperato attraverso lo studio.

L’intervista va affrontata con una base di conoscenza. Occorre preparare alcune domande ben precise, quelle che serviranno a completare il sapere dell’autore su quell’argomento, e fare una bella chiacchierata con un esperto.

  1. Consultare immagini, video, documentazione

Molto utili sono le immagini, i video. Trasmettono molte informazioni su luoghi, persone, ambiente in cui l’autore vuole girare la storia.

Tutto ciò che è visivo dà immediatezza, solletica i ricordi e fluidifica la narrazione. Il mio maestro, qualche anno fa, mi disse che era solito prendere appunti facendo disegni sul suo quaderno. Prendere appunti tracciando linee con la matita è un ottimo modo per schematizzare i pensieri, i dettagli, la storia. E devo dire che funziona. Ciò che passa attraverso le immagini si attacca all’anima narrativa e non la si dimentica più.

  1. Dove reperire le informazioni

Il dove oggi non è un problema. Nel 2016 abbiamo tanto di quel materiale a disposizione che diventa più difficile trovarlo perché ce n’è troppo. Le librerie, le biblioteche classiche, Internet contengono tutto ciò che ci serve. Il difficile è sapere cosa cercare e come.

 

Ogni autore usa gli ingredienti che conosce meglio, quelli con i quali ha più confidenza, più facili da gestire. A volte, però, è anche bene confrontarsi con qualcosa di nuovo, di inusuale, di difficile. Ma per farlo occorre prepararsi molto bene alla sfida.