A scuola di disegno.

Una cosa che mai avrei immaginato nel mio futuro è che un giorno avrei disegnato.

Ecco, no, non è proprio così!

Ci sono cose che è bene risparmiare agli amici, come ad esempio i miei disegni. Ma l’argomento è interessante e vale la pena parlarne.

Non sono mai stata amante delle arti figurative, dei quadri, delle immagini in genere. So che mi perdo un mondo di meraviglie, ma non posso farci nulla se, guardando un quadro, non riesco ad emozionarmi come davanti ad una pagina piena di lettere. Sono le parole le immagini che amo di più.

Ma torniamo a noi.

Cosa c’entra il disegno con la scrittura.

Forse molti non sanno che scrivere non è solo scrivere. E’ ascolto, osservazione, ricerca, indagine, annotazione. Prima di iniziare a scrivere occorre studiare, e tanto, soprattutto se non si conosce bene il tema di cui si vuole parlare (ho già trattato questo argomento).

Esistono vari metodi per raccogliere informazioni e prendere appunti. Negli anni ne ho sperimentati parecchi. Ci sono strumenti che aiutano, metodi da seguire scrupolosamente, libri che insegnano tecniche, scrittori che danno consigli e chi più ne ha più ne metta.

Ogni cosa aiuta, l’importante è, per ognuno, trovare il suo giusto metodo.

Uno dei miei, è il disegno. L’ho rubato al mio maestro!!

Con gli anni, l’età e l’esperienza ho capito che non esiste forma di scrittura e di apprendimento più potente dell’immagine. Un’immagine contiene tutto: la fisionomia di una persona, la descrizione di un luogo, la cartina di una città oppure i dettagli di una chiesa. Le immagini ci rivelano informazioni necessarie. Un quadro ad esempio può fornirci immediatezza nel reperimento immediato di quei dettagli che saranno necessari alla nostra scrittura.

Immagini come base di studio ma anche immagini come strumento di memorizzazione. Lo sanno bene gli studenti: anziché prendere appunti scrivendo pagina e pagine di nozioni, è preferibile usare gli schemi, i diagrammi, i disegni. E’ più veloce e resta più impresso nella memoria.

Non importa quanto siano brutti o deformi, l’importante è che assolvano al loro compito. Aiutare lo scrittore a velocizzare il reperimento delle informazioni e a memorizzarle.

Ve li risparmio, ovviamente, i miei disegni sono proprio brutti.
Un po’ come quei biscotti che sulla confezione recano la scritta: brutti ma buoni. Provate!