Romanzo di Fabio Locurcio, pubblicato da Antonio Tombolini Editore nella collana Officina Marziani.

 

L’Autrice si girò verso il Personaggio, lo fissò negli occhi con uno sguardo imperturbabile.
«Tu non esisti» disse.
Lui la guardò smarrito.
«Nemmeno io esisto» concluse.

Per un motivo inspiegabile Pietro svanisce nel nulla, durante le riprese di un film, mentre recita una frase del copione che Michela ha scritto.
Michela e il padre di lui lo cercano invano. Solo nel momento in cui capiscono dov’è finito, Michela parte per un viaggio che avrà lo scopo di trovarlo e riportarlo a casa. Ma per farlo Michela dovrà fare i conti con una parte di sé che aveva accantonato; dovrà ripercorrere strade già battute, rivivere il passato che ritorna impertinente, tuffarsi in sogni-incubi che riportano tutto a galla solo se si ha il coraggio di stare lì, a nuotare in un mare di ricordi anche terribili.

Questo cerchio sei tu è un viaggio all’interno di sé stessi che ogni persona dovrebbe fare.
È una scrittura pulita, per nulla scontata, piacevole e sorprendente.
Quando ho letto la sinossi non avevo immaginato nulla del genere; è stato bello aprire, pagina dopo pagina, la mente creativa dell’autore, scoprire il suo orizzonte e osservare tramite i suoi occhi la storia di Michela e Pietro.

Immagini. Questo cerchio sei tu è forte nelle immagini. Fabio Locurcio è molto bravo nell’evocare le sensazioni che provengono dalla natura, dai sentimenti dei personaggi, dal dolore della protagonista e dall’assenza di vita nel tutto.

Una lettura che lascia con il fiato sospeso fino alla fine.

 

SINOSSI

Michela, giovane regista romana, coinvolge il suo compagno Pietro nelle riprese del suo film. Pietro interpreta il Personaggio, abbandonato in una città vuota, che si ribella alla sua Autrice e decide di scomparire. Mentre stanno girando la scena conclusiva, i due litigano a causa del finale e dopo l’ultimo ciak Pietro sparisce. Quando Michela dice sconvolta a Giovanni, il padre di Pietro, che suo figlio è realmente scomparso dalle immagini, egli elabora una teoria: per ritrovarlo Michela deve ripartire dal proprio mondo interiore, che simbolicamente rappresenta con un cerchio, per modificare il finale della sua storia. Michela inizia così – su suggerimento di Giovanni – a scrivere un diario in cui racconta l’incubo che sta vivendo.
“Questo cerchio sei tu” è un viaggio nell’atto creativo, un percorso alla ricerca del sé, una passeggiata nel mondo interiore e immaginario di Michela.

 

L’immagine di copertina è di Marta D’Asaro.