RIP

RIP è una storia di vita. Di quelle che tutti prima o poi viviamo.

È l’incontro fra la vita e la morte. È la perdita della persona che amiamo, quella importante. In RIP tutti possiamo riconoscerci. Tutti abbiamo vissuto la perdita, il distacco, l’assenza, il bisogno di sedare i sensi di colpa per quello che abbiamo o non abbiamo fatto. E dopo la perdita, il ritrovarsi a gestire una burocrazia insensibile del post-mortem. Anche questo l’abbiamo vissuto tutti.

Luca, il protagonista di RIP, si scontra anche con una serie di vicende sfortunate. Dopo la malattia, l’assistenza costante, le corse in ospedale, deve fare i conti con regolamenti che non gli consentono di assolvere alle ultime volontà del padre defunto: la cremazione e la dispersione delle ceneri.

Nella storia raccontata da Marco Valenti aleggia un senso di inquietudine: non è mai facile accettare la morte, il distacco spezza fili che non sempre siamo pronti a troncare, neanche quando la sofferenza ha invaso tutto lo spazio vitale. Si ritorna col pensiero a quello che è stato, ai momenti vissuti, a ciò che è stato donato, all’amore condiviso.

RIP è la storia della vita dopo la morte, quando tutto ormai è avvenuto e restano i ricordi, le condoglianze dopo il rito funebre, gli sguardi di quelli che non vedevi da tanto e che si sono fatti vivi proprio per l’occasione, i pensieri che tornano a tutto ciò che hai vissuto con lui e per lui.

Un romanzo che tocca le corde dell’anima. Suscita ricordi. Riporta a galla dolori.

RIP, il romanzo di Marco Valenti, è edito da Antonio Tombolini Editore all’interno della Collana Officina Marziani.

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