Ho iniziato a leggere con curiosità Di là dall’oscurità e nel tempo di Marco Mancinelli, chiedendomi, a ogni pagina, il perché di questo titolo. Una domanda che mi ha accompagnata attraverso la lettura della storia di Matteo e Viola e che ha trovato risposta solo nelle ultime pagine.

Due vite si intrecciano, in tempi e luoghi diversi, e continuano a procedere in modo parallelo, a volte allontanandosi e poi riavvicinandosi. Sono storie lontane seppur vicine.

Matteo e Viola sono gli abitanti di un microcosmo dove nessun altro è ammesso. Sullo sfondo della loro vita oscura si muovono altri personaggi, apparentemente al margine, apparentemente inutili.

È una storia incalzante, ricca di riflessioni, di momenti inquietanti, di domande e ricordi, di dettagli necessari all’economia della narrazione dove nulla è dimenticato. L’incontro con Viola costringe Matteo a scavare nel passato del nonno. A cercare il perché di quello che è successo. Ad affrontare le sue più profonde paure.

Ho amato molto lo stile di Marco Mancinelli. Pulito, limpido, tipico della scrittura che spero di trovare in ogni libro che leggo.

Ci sono libri che non vanno raccontati. Vanno letti.

Ci sono libri che non vanno vissuti. Vanni scritti.

Marco Mancinelli è nella storia che racconta. Si allontana giusto il tempo per osservarla da lontano con occhio attento per poi inciderla su carta. È difficile staccarsi da una storia così, ti rimane dentro per giorni e giorni, la porti con te e te ne liberi a fatica. Ancora più difficile è per chi la scrive.

Un libro intenso e oscuro, con una luce in fondo al buio che si dilata mano a mano che ci si avvicina.

Un libro che ho amato molto.

 

Titolo: Di là dall’oscurità e nel tempo
Autore: Marco Mancinelli
Illustrazione: Claudia Ducalia
Editore: Bakemonolab
Pagine: 500
Formato: carta
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