La mia idea di felicità

Inseguiamo la felicità per una vita, spesso senza risultato. Ci chiediamo come ottenerla e quali siano le cose che ci consentano di dire: sono felice.

Ho pensato molto e sono giunta a una mia idea di felicità ovviamente discutibile.

Prima però devo farti due domande. Sei felice di quello che fai? Sei felice di quello che hai? Attenzione però, non mi riferisco a oggetti materiali. Non è l’ultimo ritrovato in fatto di cellulari, auto o scarpe a rendermi felice ma la passione che muove i miei passi, quanti sogni ho scritto sul quaderno e quanti ne ho realizzati o realizzerò.

Non ho una ricetta magica ma ho un mantra: fare con determinazione e con il cuore.

Negli ultimi anni ho conosciuto persone meravigliose mosse da un’unica passione: l’amore. In tutte ho scorto la medesima luce negli occhi. Non parlo di amore come sentimento. Parlo di qualcosa di più ampio e coinvolgente. Amore per la scrittura, per la comunicazione, per il teatro, per l’artigianato, il commercio, lo studio, le relazioni sociali, la politica, la creatività, l’insegnamento, oltre all’amore verso gli altri. E potrei continuare all’infinito.

Nell’ultimo anno la mia vita è stata stravolta e non sempre le giornate sono state facili. Dopo una lunga discesa iniziale mi sono chiesta cosa volessi farmene di una sopravvivenza diventata opaca, annebbiata e oscura. La risposta è stata: voglio vivere ed essere soddisfatta di quello che faccio (che per me equivale a dire: voglio essere felice).

Quando siamo dentro a un tunnel non ci rendiamo conto delle potenzialità, dell’energia e della consapevolezza che abbiamo tra le risorse disponibili. Però basta poco (lo dico ora che sono alla luce del sole) per uscire dalla gabbia che ci opprime: basta cambiare il modo di pensare e l’approccio alle cose. Dobbiamo desiderare il cambiamento, volerlo fortemente per far sì che accada. Dobbiamo muoverci e fare qualcosa! Restare immobili a piangere non serve a nulla.

Io l’ho fatto!

È stato necessario cadere in un baratro. Le cose belle difficilmente arrivano quando siamo seduti in poltrona davanti a un bel film e con una birra in mano; è più facile che accadano dopo una tempesta o in mezzo a un uragano.

Maledico quella tempesta, certo, ma la ringrazio perché oggi posso guardarmi indietro e dire: ce l’ho fatta!

In questo anno difficile sono successe due cose belle: ho finito di scrivere Rebecca (scritto e riscritto quattro volte, ora è nelle ottime mani della mia editor) e ho fatto una scelta di vita bella, bellissima, ho estratto dal cassetto il Sogno, quello con la S maiuscola, la passione di una vita. Sarà una strada lunga, infinita, costeggiata da alberi, circondata dal verde ma anche piena di buche e fossi in cui cadere. Ma io arriverò in fondo!

Non posso svelare troppo, no? Lo scoprirai strada facendo con me! Aggiungo solo una data: 29 febbraio 2020.

Sul mio comodino ho un quadretto, regalo di un amico scrittore, con un bellissimo disegno e una frase che dice: “Ognuno di noi ha un paio di ali, ma solo chi sogna impara a volare“.

Ti auguro di volare!

(Foto di Myriam Zilles – Pixabay)

4 commenti su “La mia idea di felicità”

  1. Grazie Roby, belle parole, all’apparenza facili. Il tuo viaggio è ripartito. Ti auguro di stare sempre lungo questo sentiero. Di realizzare ogni tuo Sogno. Romi

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