La cosa più difficile per uno scrittore, che solitamente difficoltà a scrivere non ha, è parlare di se stesso.

Mettersi a nudo davanti ai lettori, con la propria intimità, le proprie emozioni, i propri trascorsi, è qualcosa che costringe a fare delle analisi, delle valutazioni… il bilancio della propria vita.

Una cosa che amo tantissimo è parlare con gli autori, seguire le loro presentazioni, ascoltarli. Le cose che mi hanno sempre sorpreso negli scrittori (e che solo oggi capisco quanto sia vero) sono la riservatezza nel rispondere a domande che riguardino se stesso come persona, l’imbarazzo di scegliere le parole giuste e il bisogno di nascondersi dietro una pagina scritta e non ad un microfono.

Ecco perché, dopo aver trascorso molti giorni a scarabocchiare su questo foglio senza tirare fuori un ragno da un buco, ho deciso che, nonostante il titolo della pagina sia “About me”, in questa specie di biografia scalcagnata non parlerò di me ma vi annoierò raccontandovi del mio amore per la scrittura… e, ovviamente, la lettura!

Ho scoperto di amare la scrittura per caso; fino ad una certa età ho scritto pensieri, poesie, riflessioni, pagine e pagine diario, ma mai un racconto o una storia di fantasia. Eppure di indizi ne avevo avuti: in prima media avevo un quaderno (lo portavo sempre con me) che doveva servirmi a scrivere un thriller. Mah! Non lo scrissi mai, ma di quelli mi nutrivo, erano la mia lettura preferita (i gialli di Ellery Queen…). Per anni ho imbrattato pagine di diario dove ho riversato tutto: ansie, paure, riflessioni, gioie, incontri. Solo in tarda età ho realizzato che anche quello poteva essere un interessante genere di scrittura introspettiva (i diari di Anais Nin…). Le poesie: ne ho scritte tantissime, nonostante mi ostini a considerarmi una non-lettrice di poesie (non lo so è più forte di me: mi sento troppo piccola in confronto ai poeti).

Poi un giorno, per caso, scrissi una lettera, dovevo raccontare di me. Lì scattò la molla: da grande avrei scritto storie, racconti, romanzi che avrebbero fatto emozionare. Quello che provai in quel momento fu qualcosa di intenso, forte; piansi, tremai e decisi che quelle emozioni non le avrei più abbandonate. Tutto questo è successo più di 15 anni fa. Da allora mi sono dedicata alla scrittura con costanza (lavoro e famiglia permettendo), studiando, ascoltando consigli e, soprattutto, critiche, parlando con autori affermati, condividendo opinioni, scritti e… scrivendo, scrivendo, scrivendo. Fino alla nausea! Oggi sono convinta di avere raggiunto un livello intermedio e di essere caduta un numero di volte sufficiente a consentirmi di ricordare gli errori fatti.

Essere autori è una responsabilità! Non mi considero arrivata e nemmeno una scrittrice; non siamo noi a considerarci autori, ma coloro che ci leggeranno e con i loro favori decreteranno il nostro ruolo.

La lettura è stata ed è tutt’ora una mania. Ho alcuni generi prediletti, ma normalmente divoro di tutto. Ho amato tantissimi autori stranieri ma da qualche tempo mi sto dedicando maggiormente a libri di scrittori italiani. Sento il bisogno di leggere nella mia lingua natia (in originale non tradotto) e sto scoprendo autori interessanti e molto molto bravi.

Un giorno spero di essere una di loro.