CategoryIl mio amore per la scrittura

Roberto Baldini recensisce “Tranne il colore degli occhi”

La storia di Michela e Annamaria.

Una nuova bellissima recensione per il mio romanzo Tranne il colore degli occhia firma di Roberto Baldini, sul sito Il giornale di Roberto B, un blog fatto di “recensioni, commenti, storie, poesia, libri, racconti di esperienze, reading, presentazioni”.

Non sarò mai sufficientemente grata a chi sceglie di dedicare tempo alla lettura e alla recensione di romanzi di autori esordienti. È il passaparola della rete. Leggere e consigliare. Quello che qualche decennio fa si faceva a voce, da amico a amico, da lettore a lettore.

Ci si scambiava i libri con la raccomandazione di restituirli, di trattarli bene. Qualche volta tornavano, qualche altra no.

La fatica, di chi come me ha decido di dedicare l’anima a una passione tanto ingrata come la scrittura,  è quella di farsi conoscere per arrivare al cuore del lettore.

Io e i miei amici autori abbiamo una sola pretesa (brutta parola); un solo desiderio (così va meglio): essere letti. E le recensioni che ricevo mi comunicano proprio questo: un lettore ha dedicato tempo al mio libro e ha speso buone o cattive parole per descriverlo, parlandone ad altri, favorendone la sua diffusione.

In ogni caso ne ha parlato!

Puoi leggere la nuova recensione QUI.

Grazie Roberto Baldini!

 

 

 

Alla ricerca di nuove avventure

Le nuove avventure non finiscono mai, basta cercarle! O, a volte, sono loro che cercano noi.

C’è una domanda che mi sento rivolgere spesso: «Ma dove trovi il tempo per fare ciò che fai?» Premesso che io non sono un genio, anzi una persona normalissima che fa delle sue giornate un impasto di tanti ingredienti, io credo che la risposta alla questione annosa “non ho tempo” sia da ricercare proprio in mezzo a quegli ingredienti.

Se faccio la crostata, so che tutto quello che userò per impasto, farcitura, decorazione, sarà qualcosa che amo così tanto da non poter resistere. E, ovviamente, la mangerò in pochissimi giorni.

Se invece preparo un panino con la sottiletta o il formaggino, inizierò a storcere il naso, a sbuffare e a dire che non ho fame. Conclusione, rovisterò nel frigorifero alla ricerca di un pezzettino di parmigiano.

La vita è un autoscontro fra le cose che lei ci propone e ciò che ci fa sentire vivi. Ecco, il punto è tutto qui: sentirci vivi. Qualcuno dice che quando parlo dei miei libri e di scrittura si nota che è una cosa che amo. E sono contenta di questo perché, risultati a parte, quando leggo e scrivo io sono felice, anche se quello che sto facendo mi fa stare male. Un mio caro amico ha affermato, durante L’ora del tè: “scrivere non fa meno male che ricevere un pugno” (intervista completa qui). Parole sacrosante Piero De Fazio!

Scrivere è un processo di maturazione e di crescita. Peggio di una seduta di psicoterapia. Quando risorgi dalla pagina bianca (quando ormai bianca non lo è più), non puoi fare a meno di raccogliere i pezzi di quello che è rimasto di te. Scrivere è un processo e quando inizi non sai chi vincerà alla fine.

C’è un’avventura nuova, che è venuta a cercarmi, e alla quale ho risposto “Sì”. Riguarda la scrittura, il mio lavoro, le persone che mi circondano ogni giorno e nuovi amici.

Non ne parlerò ora per semplice scaramanzia (in cui non credo) ma anche per tenervi sulle spine. Un po’ ci sta, concedetemelo!

Vi aggiornerò e, se tutto andrà bene, ne parlerò ancora qui.

Buona lettura del mio BLOG!

Ti raggiungo in Pakistan

Il mio secondo romanzo.

(Estratto da TI RAGGIUNGO IN PAKISTAN.)

Poi riporta l’attenzione al display del cellulare. Davide abbraccia la chitarra, accarezzandola con gesti teneri e delicati. La sfiora con la punta delle dita. Fa vibrare le corde sotto il tocco preciso ed esperto delle mani. Anna capisce cosa prova mentre suona, perché è esattamente quello che sente lei nella quiete del solaio, quando tutto si spegne e resta sola davanti al computer. L’energia dell’universo passa attraverso le parole e le note. La musica e la scrittura. Due volti dell’anima. Due voci alternate che esprimono in modo diverso la stessa passione.

Solo i veri talenti possono suonare così, e Davide lo è.

«Ma come fai?» chiede Anna. Questa volta è lei a guardarlo con occhi spalancati; fissa senza sbattere le palpebre quelle labbra che sembrano appese lì perché lei le colga.

La magia della musica ha cancellato tutto, anche la fisicità di Davide. Il profumo stordisce i sensi. I corpi sono troppo vicini e l’energia che emanano annebbia i pensieri. I cuori parlano con accelerazioni, rincorse e tripli salti mortali.

«Come fai a muovere le mani così velocemente?» la voce di Anna è un soffio.

Davide allunga la mano, Anna la prende e l’accarezza. Lui chiude il cellulare e lo appoggia sul tavolino. Con la mano destra le accarezza una guancia, mentre con l’altra afferra i capelli e li tende dolcemente. Anna inspira a fondo e Davide la imita, in apnea, prima di affondare la bocca nella sua.

 

La storia di Anna. Il racconto della sua vita, dei suoi amori e della sua immensa passione per le cose semplici e la scrittura.

Per leggere l’anteprima di TI RAGGIUNGO IN PAKISTAN o acquistarlo CLICCARE QUI.

 

Self publishing? Siete pronti ed equipaggiati?

Guida pratica all’autopubblicazione

Questo libro sul self publishing mi attendeva già da un po’, parcheggiato nel mio kindle. Nella mia natura di lettrice compulsiva e onnivora, io compro, compro, compro e poi lascio decantare il tomo fino al momento in cui il suddetto, mostrando segni di impazienza, si mette in mostra e attira la mia attenzione.

Da zero a diecimila è stata una necessità, il bisogno di capire qualcosa di più del mondo dell’editoria e addentrarmi nelle maglie di un meccanismo difficile anche per chi ci si avvicina come autore. Con il self publishing questo bisogno è diventato essenziale.

L’opera più importante di Francesco Grandis è Sulla strada giusta, pubblicato inizialmente in self publishing, ha riscosso un enorme successo. Sulla scia dei risultati ottenuti, l’autore ha creduto (e a ragione!) di raccontare a tutti la sua esperienza di editore di se stesso. Auto-prodursi, auto-promuoversi, auto-vendere, auto-farsi-conoscere, auto-tutto.

Una cosa l’ho capita. E il libro di Francesco me l’ha confermata. Vuoi pubblicare il tuo libro con il self publishing? Benissimo! Puoi farlo, oggi hai tutti gli strumenti a tua disposizione per raggiungere lo scopo e con successo.

Però, perché in tutte le cose c’è un però grande come un castello, il prodotto deve essere di qualità, tutta la filiera di attività deve essere effettuata curando ogni minimo dettaglio, perfezionando ogni fase, senza trascurare nulla: serve l’editing, è importantissimo, e va fatto con una figura esterna (anche i grandi autori utilizzano un editor professionista), occorre un’immagine che catturi l’occhio del lettore e per realizzarla è necessario un grafico, idem per l’impaginazione del testo, eccetera, eccetera, eccetera.

Insomma, dovrei riassumervi il libro, scritto benissimo e pieno di consigli utili che Francesco ci ha passato, ma credo valga la pena che lo leggiate da voi. Fra l’altro è scritto davvero bene ed è un piacevole compagno per qualche ora.
Allora? Tutto chiaro?
Self sì, ma solo di qualità!
Parola di Francesco Grandis.

Guida pratica all’italiano scritto (senza diventare grammarnazi)

” …un grammarnazi, ossia una persona che non perdona neanche la più piccola imprecisione ortografica o di pronuncia.”

Inizia così il terzo capitolo della Guida pratica all’italiano scritto (senza diventare grammarnazi), edita da Franco Cesati Editore, scritta da Vera Gheno; sociolinguista, e docente universitaria, Vera collabora, dal 2000, con l’Accademia della Crusca.

È un piccolo libretto, molto comodo da portare in borsa, un condensato di consigli, trucchi, piccoli suggerimenti e obblighi. Di regole che anche se non le rispetti non cade il mondo e altre invece che sono scolpite sulle tavole di Mosè.

Sono anni che leggo manuali di scrittura e di stile, sul mio comodino c’è una pila di libretti di diverse dimensioni che parlano tutti di scrittura, ognuno a suo modo utile, ognuno a suo modo ricco di nozioni.

Guida pratica all’italiano scritto, però, li batte tutti.

Perché?

Il primo capitolo ci insegna quali sono i ferri del mestiere. Non li conosciamo già, noi che ci reputiamo “quelli che scrivono”? Ma certo? Però vi assicuro che Vera Gheno ne conosce qualcuno in più di noi. E nell’elenco di manuali, grammatiche, vocabolari e fonti, qualcosa di nuovo lo troviamo di sicuro. Nel secondo capitolo ci avviciniamo al lessico, alle parole della nostra bella lingua italiana e, nel terzo, al concetto di norma linguistica. Norma = legge? La cosa si fa seria! Dal quarto in poi si torna sui banchi di scuola con un affondo nell’ortografia, nella punteggiatura, nella costruzione del testo, fino al settimo capitolo nel quale l’autrice ci stupisce con un tema che non ho mai trovato in un manuale di scrittura (“Tecniche per leggere e prendere appunti”) e che ho trovato utilissimo. Nell’ottavo capitolo impariamo cos’è una bibliografia e come citare il pensiero altrui nel nostro testo, nel nono capitolo cominciamo finalmente a scrivere (“La stesura del testo: dallo schema alla scrittura”) e nel decimo lo revisioniamo. Dieci capitoli per imparare tutto? Forse no, ma sicuramente dieci capitoli pieni pieni di informazioni pratiche, di riferimenti utili relativi a siti e libri che possono aiutarci a essere sempre più corretti e precisi quando scriviamo.

Anche una semplice mail!

Se io vorrei… [sic]

A proposito di buone maniere… linguistiche!

meme crusca

(Vera Gheno, 2014, A proposito di virale e meme, Accademia della Crusca, http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/proposito-virale-meme)

© 2017 Roberta Marcaccio

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