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La tua voce

Cosa c’è nel nostro futuro
Non c’è normalità per noi
Non c’è vita…
Nel futuro c’è il sogno
Il desiderio
Il bisogno di te
C’è il cercarsi e il non raggiungersi
C’è il rincorrersi e l’abbandonarsi
C’è l’urlare il tuo nome fino a graffirsi la gola
C’è il desiderio nelle mani, che ti bramano,
nella pelle che brucia,
nelle labbra che muoiono senza te,
nella voglia di sentire ancora la tua voce,
di sentirti…

Ci sono cose che non si dimenticano

Ieri sera ti ho aspettato.
Ho cercato di non pensare.
Ho guardato fuori dalla finestra così tante volte da conoscere le stelle a memoria.
Ho incrociato il tuo sguardo.
Una volta, due, tre.
E non l’ho lasciato andare più.
Ricordi quante volte ti ho detto ti amo?
Ci sono cose che non si dimenticano, vero?
Un profumo, un colore, un raggio di sole.
Da quando conosco te ho smesso di pensare al futuro.
Ho solo voglia di vivere il presente.
Il nostro amore è così,
un soffio di vento, un pensiero costante, un bisogno insoddisfatto.
Non amarsi è non vivere.
Amarsi è dimenticare la vita.
Quella che non riguarda te.

(scritta da un’amica)

Parole che girano a vuoto

Sono giorni in cui le parole galleggiano nel vuoto e non trovano frasi da costruire. Giorni in cui la vita ha intrapreso un cammino inaspettato.

Avete mai provato lo smarrimento di dover ricominciare un’altra volta dalla griglia di partenza? Di trovarvi nello stesso luogo ad ingoiare parole e rivivere le stesse angoscianti emozioni?
All’inizio pensi che sia un incubo dal quale sei fuggita, poi ti guardi attorno e noti nei colori qualcosa di incredibilmente familiare.
Ti ascolti e le parole che pronunci sono quelle di un indigesto deja-vu.
Identiche, irrimediabili, amare.
Solo una cosa è diversa.
TU.

Tu che non sei più la stessa.
Quella che qualcuno pensa di ritrovare e che invece non c’è.
Dove l’hai lasciata, quando si è staccata da te? Che sensazione hai provato?
Lo specchio non riflette più. Le ciocche di capelli sono invisibili fili lucenti, gli occhi coperti da troppo mascara e occhiali scuri, la pelle un’impenetrabile guscio.
Lo senti dentro quel fiume che ha portato via tutto.
Lo guardi scorrere, hai paura, ma resti là. Aspetti che trascini anche te.
È passato solo un anno da quando ti vedevi diversa e te lo chiedi ogni giorno.
Cosa è successo?
Perché?
E poi lo leggi. Scritto con inchiostro indelebile. Inciso in grassetto. Scolpito sulla pietra.
É tutto lì, nelle parole, quelle che tracimano e sulle quali scivoli, cadi e poi ti rialzi, con sbucciature, contusioni, lividi. Hai le ginocchia bucate, le mani trafitte e i gomiti confusi. Sì, confusi.

Quelle parole che tante volte ti hanno guarita non trovano spazio sulla pagina bianca. Girano a vuoto. Cadono. Si sbriciolano. Travolte da un vortice vengono risucchiate da un gorgo e spariscono nel buio.

Come te.

La foglia

Il piccolo germoglio buca la corteccia e cerca l’azzurro.
Quel verde tenue che ancora sa di bianco e non conosce il mondo.
É il risveglio di due piccoli occhi stropicciati dalla troppa luce che si affacciano alla vita.
L’acqua e il sole accarezzano la piccola anima. La luce indica il sentiero e la rugiada la nutre.
Non conosce la strada. Sarà la vita a guidarla.
Al crocevia rallenta, si guarda attorno e senza sapere dove andare, prende la strada che il cuore ispira.
Facile, come pioggia che scende leggera e colora il verde.
Dove bacia il sole, là s’insinua una ruga. Una sottile nervatura che dalla fronte arriva fino al centro del petto. Nel cuore della foglia.

Sei lontano da me…

Calma, pace, quiete, non chiedo altro.

Il frastuono che ho dentro ha il peso dei pensieri e dei ricordi;

delle parole non dette e di quelle pronunciate.

Ha il sorriso di occhi neri come il fondo di un pozzo,

ha il profilo di una montagna scolpita nel cuore,

ha il colore del cuoio e il profumo del mare.

Lacrime, di dolore, solo di dolore, per la paura, per la voglia di averti,

per il desiderio di un bacio, per il battito del cuore che lascia senza respiro.

Sei passato e in un attimo hai sconvolto tutto,

hai lasciato dentro di me tutto l’amore di cui avevo bisogno.

E in punta dei piedi te ne sei andato…

Mi sento così ….

 

Mi sento così,

in un momento della mia vita in cui le cose avvengono troppo in fretta,

ma nello stesso tempo tutto viaggia a passo di lumaca.

Mi sento come il ghiaccio in uno shaker,

come il miele sul formaggio,

come il gelato con la cioccolata fusa.

Mi sciolgo, fredda, nell’abbraccio della vita,

mi abbandono, dolce, alle coccole che mi sono state riservate questa volta.

La vita mi ha riservato nuove cose,

il mio cammino mi conduce su vie che non avevo mai esplorato prima.

Mi butto con slancio nella mischia e accetto la sfida,

ma questa volta muovo i miei passi con attenzione e con la sicurezza che la mia età impone.

"Sono pronta" ho risposto alla vita.

Il mio treno è fermo in stazione, mi aspetta, io salgo ed inizio il mio viaggio.

 

© 2017 Roberta Marcaccio

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