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Regole di scrittura: la “d” eufonica

Non lo dico io,  ma Vera Gheno, sociolinguista e collaboratrice dell’Accademia della Crusca.

 

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Estratto da Guida pratica all’italiano scritto (senza diventare grammarnazi) di Vera Gheno – Franco Cesati Editore

A scuola di leggerezza…

Dedicherò la prima conferenza all’opposizione leggerezza-peso, e sosterrò le ragioni della leggerezza. Questo non vuol dire che io consideri le ragioni del peso meno valide, ma solo che sulla leggerezza penso d’aver più cose da dire. Dopo quarant’anni che scrivo fiction, dopo aver esplorato varie strade e compiuto esperimenti diversi, è venuta l’ora che io cerchi una definizione complessiva per il mio lavoro; proporrei questa: la mia operazione è stata il più delle volte una sottrazione di peso; ho cercato di togliere peso ora alle figure umane, ora ai corpi celesti, ora alle città; soprattutto ho cercato di togliere peso alla struttura del racconto e al linguaggio. In questa conferenza cercherò di spiegare – a me stesso e a voi – perché sono stato portato a considerare la leggerezza un valore anziché un difetto; quali sono gli esempi tra le opere del passato in cui riconosco il mio ideale di leggerezza; come situo questo valore nel presente e come lo proietto nel futuro.

(da: Lezioni americane di Italo Calvino)

Un minimo di stile, please…

Il testo che arriva a un editore deve essere il più possibile curato, limato. Farà una migliore impressione, verrà letto più volentieri, e si avrà considerazione per voi. Uno scrittore deve conoscere la materia che utilizza, ossia la lingua e le sue regole. Vi verrebbe in mente di scrivere della musica senza conoscere le note? Credete che Michelangelo abbia dipinto i suoi capolavori senza conoscere i colori o senza sapere che l’intonaco per l’affresco si comporta in modo diverso quando è appena stato steso o dopo qualche ora? Da ragazzo, nella bottega del Ghirlandaio, Michelangelo ha dovuto imparare a macinare e mescolare i colori, molto prima di provare a dipingere. Il genio non basta, per creare un capolavoro, ci vuole anche l’umiltà di imparare la tecnica.

(da:  Manuale minimo di stile, per aspiranti scrittori di Piera Rossotti Pogliano)

© 2017 Roberta Marcaccio

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