La spiaggia di quarzo è il racconto di una vacanza estiva. Un’estate importante nella vita di Alessia, quella dei primi momenti di libertà, del primo motorino, dell’amica del cuore e della scoperta di un mondo nuovo.

La storia si svolge in Sardegna. La protagonista torna nei luoghi della sua infanzia e in un attimo tutti i ricordi riaffiorano. In particolare quello dell’ultima estate prima della sua partenza per “il continente”.

La vita di Alessia non è (e non è stata) una vita facile, deve fare i conti con eventi che altri alla sua età neanche conoscono: la perdita di persone care e una tragedia familiare che cambia per sempre la vita in casa sua. Come tutte le adolescenti si confronta con le amiche, è alla scoperta di sé stessa, del proprio corpo e delle proprie emozioni.

È una storia intensa, che parla di temi profondi ed a volte anche crudi, come quello della droga oppure dei rapimenti. È una storia che costringe a sentire quei profumi, a vedere quei colori, a vivere le situazioni, formate da momenti anche difficili, in cui la protagonista si trova coinvolta.

La narrazione scorre molto fluida, grazie ad uno stile ricco e mai lento. Anna Maria Falchi, con il suo secondo romanzo edito da Guanda, ci trascina in una storia che resta dentro per un po’.

 

SINOSSI

 

Dopo anni di lontananza, Alessia torna nella terra dov’è nata, la Sardegna, e a una spiaggia che le è molto cara. Il contatto con i bianchi granelli di quarzo la riporta indietro nel tempo, al ricordo di un’estate che ha segnato indelebilmente la sua vita, un’estate degli anni Ottanta, quando le ragazzine leggono Cioè e appendono in camera i poster di Miguel Bosé. Alessia ha un’amica del cuore, Mariella, e a quattordici anni le amicizie sembrano destinate a durare per sempre. Mentre lei è studiosa, timida e un po’ goffa, Mariella è già civettuola e disinvolta, e Alessia stenta a credere che la voglia con sé in una breve vacanza che segna la conclusione delle scuole medie. La prima estate con il motorino, il Sì Piaggio rosso fiammante che Alessia si guadagna raccogliendo pomodori nei campi di uno zio, pegno da pagare per l’ingresso nel mondo degli adulti. Loro due da sole, lontane dai genitori, in uno di quei casotti sulla spiaggia che gli isolani usano per godersi il loro mare. Il primo assaggio di libertà, con la scoperta del corpo, il desiderio di spiccare il volo e la paura di essere se stessa, il bisogno di rivelare i propri sentimenti che si mescola al timore di essere fraintesa, allontanata, tradita. Intorno alle due protagoniste, tutto un mondo di personaggi che raccontano un intreccio di temi fortemente legati alla terra sarda: il profondo attaccamento alle tradizioni, il dramma dei rapimenti, il paesaggio ferito di un’isola che non vuole avere padroni.